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L’albero “de Pecciò”

Albero de pecciò
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Sulla Salaria, a un poio di chilometri da Ascoli in direzione Roma, si trova il famigerato “albero de Pecciò”. Trattasi di un platano di tipo orientale che presenta un’enorme chioma: è alto 24 metri ed ha il tronco internamente cavo. La circonferenza del suo fusto è di 8,7 metri (primato regionale delle Marche) e risalirebbe all’anno 1000 poiché si legge in un documento, del marzo 1109, che Ranieri del fu Ferrone vendeva alla sorella Benedetta delle terre “super infra civitate asculana in locum qui dicitur ipsum platanum” riferendosi al terreno dei nobili Parisani. Tra i discendenti della casata Parisani alcuni avevano il soprannome di “Piccione”, da cui la denominazione di “albero de Pecciò”.

La tradizione popolare attribuisce invece il nome dell’albero al brigante Piccioni, ma in realtà le citazioni storiche sono antecedenti alle gesta del famigerato brigante.

Qualcuno sostiene che l’albero fu portato al ritorno dalle crociate come specie rara, ma questo tipo di pianta non era una rarità tale da essere importata, essendo già presente in Italia al tempo dei Romani: il platano orientale viene citato anche da Plinio.

Come conclude il Fabiani in “Ascoli nel cinquecento” cap. IX -La famiglia Parisani e la denominazione di un vecchio platano-: “nella storia di questo albero non vi sono quindi coincidenze di Crociati né di banditi ma solo il ricordo di una famiglia patrizia ascolana”.

 

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