Piceni nel Mondo | Persone e storie diverse che hanno un’unica origine: il Piceno

Andrea Menghi, inventore-imprenditore ascolano

Andrea Menghi
Condividi:

La luce che fornisce l’arco voltaico nelle lampade elettriche, atteso il rapido consumo dei carboni, presentava l’inconveniente di non causare la continuità dello splendore. S’inventò allora un regolatore avente un meccanismo che col mezzo di un movimento ad orologeria avvicina e scosta i carboni.

Un giovane, nostro concittadino, diciannovenne, il sig. Andrea Menghi, da soli due anni alunno dell’Istituto di Arti e Mestieri in Fermo, ha risolto il problema meccanico-economico. Egli ha costruito una lampada nella quale regolatrice dei due carboni, in quantità pari al consumo di ciascuno, è la stessa corrente che genera la luce.

Non basta: egli ora sta costruendo un piccolo motore elettrico destinato a sostituire il moto dei piedi nelle macchine da cucire.

da “La Voce dell’operaio” del 25 settembre 1890

 

Andrea Menghi nacque ad Ascoli Piceno il 27 novembre 1871. Diplomatosi Perito Elettrotecnico, si avviò alla libera professione aprendo uno Studio di Elettrotecnica Industriale e poi, nel 1910, entrò come insegnante nella Scuola d’Arti e Mestieri “G. Sacconi” appena costituita.

In Viale Indipendenza avviò un’officina ben attrezzata per costruzioni e riparazioni meccaniche. Costituì un’autorimessa per macchine industriali e assunse la concessione per la vendita delle automobili Diatto. Intraprese anche l’attività di trebbiatura del grano per conto terzi. Le Officine Menghi acquistarono così una grandissima importanza nella nostra zona, tanto da ricevere commesse per la produzione di materiale bellico, come spolette e altri minuti particolari per bombe di aereo. Nel 1944 i Tedeschi in ritirata irruppero nelle officine e resero inutilizzabili tutti i macchinari compresi trecento torni. Subito dopo la fine della guerra, con uno dei tre figli, Lino, che lo aveva sempre coadiuvato nella gestione delle Officine, rimise in piedi la sua Azienda e la mandò avanti sino alla morte, avvenuta il 27 aprile 1947.

Il figlio Lino, pur se con qualche difficoltà, proseguì l’opera paterna e, nel 1963, trasferì tutto il complesso nella Zona Industriale. Il nuovo impianto prese a produrre pezzi di ricambio per macchine movimento terra per conto della FIAT. Venute a mancare queste commesse si creò una situazione di crisi da portare alla chiusura definitiva dello Stabilimento nel 1965.

Tratto da “Cervelloni nostrani” di Giuseppe Marinelli

 Officina Menghi

Resta in contatto con noi iscrivendoti alla newsletter di Piceni nel mondo

Resta in contatto con noi

Hai un legame con il Piceno? Sei in contatto con piceni che vivono all'estero?
Vuoi semplicemente maggiori informazioni?
Iscriviti alla newsletter: ti aggiorneremo costantemente
fino al lancio ufficiale del progetto!

* Campo obbligatorio
Scrivici una mail per avere maggiori informazioni il team di Piceni nel mondo risponderà il prima possibile

E-mail: info@piceninelmondo.com