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Il brigante Sciabolone

Briganti
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Nel 1758 a Lisciano nasce Giuseppe Costantini detto Sciabolone, un brigante che a capo degli insorgenti piceni operò azioni di guerriglia contro le truppe francesi di Napoleone I. Giuseppe e la sua squadra, chiamata “Truppa in Massa” desideravano contrastare i napoleonici perché stavano depredando tutto il territorio e inoltre ogni anno imponevano nuove tasse, mosso dalle stesse idee militava insieme a loro Donato De Donatis un prete/brigante di Teramo. Il primo scontro tra i briganti di Proclama di SciaboloneSciabolone e i soldati francesi avvenne a Ponte d’Arli nel 1799, i napoleonici si stavano dirigendo da Ascoli verso Talvacchia per depredare e incendiare il borgo ma nelle montagne della alta Valle del Tronto si imbatterono nella Truppa in Massa, composta da normali civili che attuavano la loro guerriglia con imboscate e attacchi di sorpresa, comunque vinsero e costrinsero i francesi alla fuga. Nello stesso anno Giuseppe e i suoi uomini, uniti agli abruzzesi di De Donatis e agli uomini di Ciucci di Montecalvo, scesero verso Ascoli ancora occupata dai francesi. I briganti entrarono in città attraverso Porta Vescovo acclamati dal popolo e senza troppe difficoltà conquistarono il comando, i francesi decisero di scappare verso Porto d’Ascoli passando per Porta Maggiore tendando una difesa all’inseguimento della Truppa in Massa, che però li raggiunse sul ponte di San Filippo e diede loro il colpo finale. Sciabolone e i suoi uomini ad Ascoli liberarono i detenuti, distrussero i documenti dei processi e incendiarono “l’albero della libertà” in Piazza del Popolo; ma non era ancora il momento di cantare vittoria infatti una settimana dopo i briganti si ritrovarono a combattere con i francesi a Castel di Lama, però quest’ultimi ebbero la meglio e riuscirono a riconquistare il centro urbano uccidendo civili innocenti e saccheggiando tutte le case. Giuseppe scappò per nascondersi tra le montagne vicine e mentre le truppe napoleoniche rialzavano “l’albero della libertà”, questa volta, a Piazza Arringo, lui e i suoi uomini si fortificavano a Mozzano; pochi giorni dopo i francesi cercarono di combatterli senza riuscirci e così ci fu una proposta di pace. Il 05/02/1799 fu sottoscritto a Mozzano il trattato di pace in cui i briganti promettevano di rispettare l’autorità dei governatori francesi, mentre gli occupanti garantivano la libertà di culto e che non avrebbero compiuto requisizioni o rappresaglie. Dopo circa due mesi i francesi, che avevano tenuto per tutto il tempo i briganti sotto controllo dalla Fortezza Pia, incendiarono e distrussero tutta Lisciano, paese in cui Sciabolone e i suoi si incontravano per pianificare la ripresa di Ascoli; fu cosi violato il trattato di Mozzano. La Truppa in Massa allora scendendo da Valle Castellana cercò di rientrare ad Ascoli attraverso Porta Cartara, ma riuscirono solo a far scattare una rivolta all’interno della cinta muraria, che però venne sedata facilmente. Sciabolone dopo aver conquistato Ancarano e Ancarano - TeramoMaltignano si incontrò con De Donatis, vittorioso da Campli, nella Val Vibrata dove attaccarono i francesi che da Ancona portavano rifornimenti a Pescara, ebbero la meglio e fecero indietreggiare il nemico. A Maggio la Truppa in Massa composta da circa 400 uomini entrò ad Ascoli senza problemi, la occuparono in nome del Re di Napoli ed imprigionarono i francesi. C’era però una truppa napoleonica che aveva sconfitto i briganti già ad Acquaviva, Ripatransone e San Benedetto del Tronto e che ora si stava muovendo verso Ascoli, alla notizia tutti i civili ascolani abbandonarono la città per nascondersi nei villaggi vicini mentre Sciabolone murò Porta Tufilla, cercò di distruggere il ponte di Porta Solestà e rinforzò Porta Maggiore. Durante lo scontro i briganti si fecero valere ma i soldati francesi erano troppi e in un modo o nell’altro riuscirono ad entrare in città, così Sciabolone e i suoi uomini ripiegarono verso colle San Marco lasciando la città vuota e deserta ai francesi, che delusi incendiarono le fortezze e saccheggiarono chiese e monasteri.

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