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“Calderaio”..questo sconosciuto

conca in rame
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Il mestiere del calderaio potrà suonare sconosciuto a molti, eppure è  responsabile della produzione di conche in rame che le donne portavano sulla testa per trasportare l’acqua, e che ancora oggi fanno parte delle tipicità artigianali del  territorio piceno. In Val Vibrata esiste ancora qualcuno che se ne intende..

Di conche di rame ne esistono di due tipi: quelle di produzione artigianale e quelle derivate dalla serie; la conca d’ Abruzzo “tirata a mano” è un vero e proprio oggetto d’arte, molto apprezzato dai turisti come souvenir, e per questo abbastanza costoso. La differenza tra i due tipi di oggetti si coglie a colpo d’occhio: sulle conche artigianali si notano i colpi di martello usati per fare le decorazioni, nelle conche in serie la macchina che ha levigato il rame.

I vecchi calderai, infatti, avevano a disposizione tanti tipi di martelli per effettuare la decorazione sugli oggetti in rame, conservati all’interno della “P’ndica” che in gergo ramaio indicava il laboratorio; ogni martello per una diversa lavorazione: uno per il fregio, uno per la decorazione, un altro per la sagomatura. Ad ogni modo il protagonista resta sempre il rame che si credeva avesse anche qualità terapeutiche.

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