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Luigi Stipa inventore dell’aereo a reazione

Luigi Stipa Botte volante
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L’ing. Luigi Stipa può considerarsi il padre del moderno Jet, avendo fatto volare per la prima volta al mondo un aeroplano azionato da un turboreattore.

Nato ad Appignano del Tronto il 30 novembre 1900, nel 1924 si laureò in Ingegneria Civile e Idraulica nell’Università di Padova. Nell’anno 1920, appena venne fondata a Roma la Scuola d’Ingegneria Aeronautica, si iscrisse conseguendo la specializzazione.

Le nuove cognizioni acquisite in questo campo lo portarono a riflettere su certe analogie fisiche che c’erano tra l’idrodinamica e l’aerodinamica e sulla possibilità di un loro sfruttamento nella propulsione aerea in luogo della tradizionale elica. Il 7 ottobre 1932, nell’aeroporto di Taliedo (presso Milano), effettuò le prime prove con esiti altamente positivi ed incoraggianti.

Nel 1933 il Ministero dell’Aria francese gli affidò l’incarico di progettare un aereo a reazione bimotore, che si sarebbe chiamato “STIPA 203” ma non giunse a termine per lo scoppio della seconda Guerra Mondiale.

A seguito di ciò fu accusato di comportamento antipatriottico e fu allontanato dal servizio come Capitano di complemento del Genio Aeronautico, nonché revocato dall’incarico di insegnante universitario alla Scuola di Ingegneria Aeronautica, che aveva ricoperto sin dal 1928.

Richiamato in servizio militare, allo scoppio della guerra, raggiunse il grado di Tenente Colonnello. Dopo l’8 settembre 1943 entrò nella Resistenza, mettendosi a capo dei partigiani cattolici delle Marche meritandosi la Medaglia d’Argento al Valore della Resistenza.

Dopo la Liberazione ricoprì la carica di Sindaco di Offida, negli anni 1943-45.

Nel dopoguerra, ritornato alla vita civile, riprese la sua attività professionale progettando edifici, acquedotti, ponti e strade, svolgendo l’incarico di collaudatore nazionale del Ministero dei Lavori Pubblici e della Cassa per il Mezzogiorno.

Morì il 9 gennaio 1992 ad Ascoli Piceno, nella sua casa di via D’Ancaria.

La sua opera, che lo pone fra i grandi pionieri dell’aviazione, gli è stata riconosciuta da organizzazioni scientifiche straniere come la N.A.S.A., l’Ente Spaziale francese, il Centro di Sperimentazione Aerodinamica belga, l’Ente Tecnico della Flotta Aerea di Mosca e dalle Università di Parigi e di Praga. Nel 1985 gli fu conferito, a titolo onorifico, il grado di Generale Ispettore del Genio Aeronautico, ruolo ingegneri, e, nel 1991, l’Accademia dell’Aeronautica di Pozzuoli l’ha insignito della Medaglia d’Oro al Merito.

 Tratto da “I cervelloni nostrani” di Giuseppe Marinelli

 

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