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Orgoglio Piceno: la fiera di Francoforte

Fiera di Francoforte
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di Vincenzo Castelli

L’imperatore Federico II di Svevia, durante l’assedio di Ascoli Piceno l’11 luglio 1240, in concomitanza con l’inaugurazione della fiera d’autunno di Francoforte, dal suo accampamento di guerra concesse un imperiale privilegio per i viaggiatori che si recavano alla fiera.

Diploma originale
Federico per grazia di Dio, imperatore dei Romani sempre augusto, re di Gerusalemme e Sicilia.
Con il presente scritto vogliamo che a tutti sia reso noto, che noi accogliamo sotto la speciale protezione nostra e dell’impero, tutti e singolarmente coloro che si recano alla fiera di Francoforte:
Ordiniamo che non ci sia nessuno che osi molestare in qualche cosa quelli all’andata e al ritorno della medesima fiera, o osi impedirlo. Chi oserà ciò, sappia che incorrerà nel nostro sdegno.
Ad ammonimento di ciò, abbiamo fatto redigere il presente scritto e abbiamo ordinato che venisse convalidato dal sigillo della nostra maestà.
Dato negli accampamenti, durante l’assedio di Ascoli, l’11 luglio 1240”.
Un messo partì a cavallo con il diploma da “Esculi” e con 17 tappe, risalì la costa adriatica, attraversò la Lombardia, la Svizzera e poi il territorio tedesco fino ad arrivare a Francoforte.
Lo scopo del privilegio era quello di incrementare l’affluenza ad una delle fiere più importanti dell’impero.
Francoforte ospitava da tanti anni fiere di vario genere: la prima documentazione scritta risale all’anno 1150. Nel corso degli anni l’evento crebbe ed acquisì delle eccellenze, basti pensare che nel 1454 Gutenberg vendeva, nella fiera d’autunno, le prime Bibbie stampate e dal 1478 si commerciavano regolarmente i libri (attuale Book Messe).

Federico in trono con sigillo
Attualmente Francoforte vanta una rete di 30 società affiliate, 55 partner internazionali ed è presente in 175 nazioni.
L’imperatore Federico II aveva in grande considerazione Ascoli infatti, dopo il sacco del 1240, quasi per ristabilire i rapporti e intensificare i commerci, nel giugno del 1245, concesse agli ascolani un tratto di costa e un porto (Porto D’Ascoli) rompendo un divieto che resisteva da secoli e suscitando le ire dei fermani.
Diploma di Federico II a favore del comune di Ascoli.
L’imperatore rende noto che per i graditi sevizi finora prestati all’impero concede ad Ascoli il porto e la riva della foce del Tronto fino ai confini di San Benedetto; e anche il vicino castello di Monte Cretaccio con i relativi diritti e pertinenze”. Stabilisce inoltre che nessuno deve molestare il detto comune di Ascoli, contrastando la presente concessione.
Si convalida il diploma col sigillo imperiale”.
Fin dal periodo preromano la costa Picena era un punto nodale delle direttici commerciali legate al commercio del ferro e soprattutto dell’ambra, che a quel tempo era disponibile soltanto raggiungendo le regioni del Baltico. Questo dimostra un antichissimo rapporto commerciale con il nord Europa.


Nel 2001 è stata realizzata un’importantissima mostra dal titolo “I Piceni Popolo d’Europa” che da Asoli Piceno ha raggiunto Francoforte e successivamente Roma. Questa mostra ha voluto esaltare lo spirito dei piceni che, oltre ad essere abili ed ingegnosi nel fare, sono stati anche capaci di ampliare i propri orizzonti aperti al confronto e alla conoscenza. Reperti archeologici in bronzo rinvenuti in alcune tombe picene hanno degli omologhi rinvenuti nel Brandeburgo. Il fatto che duemilacinquecento anni fa i piceni avevano rapporti con il nord Europa è motivo di orgoglio per la nostra gente.
Gli ascolani hanno da sempre frequentato la fiera di Francoforte tanto è che all’interno del complesso fieristico in Torhaus, livello 2 c’è il “Club Ascoli” in cui gli ascolani vengono accolti con particolare riguardo fino alla completa ospitalità. Appena entrati si vede, su una parete del club, un enorme poster di Porta Tufilla e le torri ascolane, dimostrando quanto sia ancora forte il legame con la gente picena e soprattutto con gli ascolani.

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